Authentique Pajeon - En-tete

Pajeon autentico – Frittella coreana ai cipollotti

Una frittella coreana croccante fuori e soffice dentro, con frutti di mare e cipollotti, servita ben calda con una salsa di soia e aceto.

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La pioggia sembra iniziare in padella, prima ancora di battere alla finestra: l’olio sfrigola, la pastella freme, i cipollotti si ammorbidiscono e sprigionano un profumo vegetale, delicato, quasi dolce. Un buon pajeon si riconosce dai suoi lunghi cipollotti allineati, legati da quel tanto di pastella che basta a tenerli insieme.

Wok in acciaio al carbonio martellato, con manico in legno: si scalda in fretta, rosola alla perfezione ed è fatto per durare.

I bordi sono croccanti al morso, mentre il cuore resta tenero e ricco di cipollotti. Se vogliamo trovargli dei cugini, il bánh xèo vietnamita e l’okonomiyaki giapponese uniscono anch’essi pastella e farcitura, ma con una struttura del tutto diversa. In breve, una delizia da scoprire.

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Altro grande classico coreano, il bibimbap è un piatto unico completo servito in ciotola

Il pajeon: che cos’è ?

Il nome dice tutto. Pa significa « cipollotto », jeon indica una famiglia di preparazioni passate nella pastella e poi cotte in padella. Nella cucina coreana, il jeon mantiene ben riconoscibile l’ingrediente principale, che si tratti di zucchina per l’aehobak jeon, di verdure miste come nel yachaejeon, o, come qui, di cipollotti interi.

Il pajeon si distingue dal buchimgae, in cui la pastella prevale e gli ingredienti, tritati, scompaiono in una frittella compatta. In un pajeon autentico, i cipollotti restano ben visibili e integri; spesso si usano i jjokpa (cipollotti di Joseon), allineati uno accanto all’altro nella padella.

La pastella fa da legante, non da protagonista. La farina di frumento dà struttura, l’amido dona una croccantezza sottile e friabile, e l’acqua ghiacciata rallenta la formazione del glutine. Il pajeon classico si serve con una salsa di soia e aceto.

Il pajeon di Dongnae, a Busan, segue un’altra logica: più ricco, più soffice, ricco di frutti di mare, si serve con il chojang, una salsa vivace a base di gochujang e aceto, simile a una salsa per bibimbap.

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Se volete un piatto coreano che scalda davvero, provate il dakgalbi

Dalla farina americana alle serate di pioggia

La storia del pajeon si inserisce in quella, più ampia, del jeon. Alla corte di Joseon, queste preparazioni raffinate si chiamavano jeonyuhwa, « fiori rosolati nell’olio ». Eppure il pajeon non compare in nessuno dei grandi testi culinari dell’epoca: né nell’Eumsik Dimibang del 1670, né nel Siuijeonseo della fine del XIX secolo, che pure elenca un jeon al passero.

La prima attestazione a stampa risale al 1946, nel Chosun Eumsik Mandeuneun Beop di Bang Sin-young: farina di frumento, uovo, sale e cipollotti, cotti su una piastra di ferro. Dopo la guerra di Corea (1950-1953), gli aiuti americani hanno portato nel paese grandi quantità di frumento.

Il frumento, un tempo costoso, è diventato accessibile e le cucine domestiche hanno adattato le tradizioni di cottura in padella. Questo contesto spiega anche il ruolo della farina in altre preparazioni popolari, come il corn dog coreano.

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Per un piatto da condividere bello sostanzioso, il gamjatang è immancabile

Il quartiere di Dongnae, a Busan, ha sviluppato la propria versione negli anni Trenta, attorno al mercato di Dongnae. È un pajeon opulento, ricco di farine di riso, frutti di mare e cipollotti, e condivide con l’eomuk lo stesso legame con i prodotti del mare di Busan.

Nella cultura coreana, il pajeon resta associato ai giorni di pioggia. Si gusta con il makgeolli, la cui leggera effervescenza e acidità lattica bilanciano l’olio e il sale. Anche un kimchi jjigae è perfetto per scaldare le serate umide.

Ingredienti principali del pajeon

Ingredienti del pajeon

I cipollotti di Joseon (jjokpa) costituiscono la base del piatto. Interi o tagliati a metà, si dispongono in file parallele per dare struttura al pajeon. La pastella unisce farina di frumento per la struttura e amido di patata, mais o tapioca per ottenere bordi sottili e croccanti. L’acqua ghiacciata o frizzante rallenta la formazione del glutine e rende la consistenza più leggera. L’uovo, facoltativo, funge da discreto legante.

Per l’haemul pajeon, si aggiungono ostriche, gamberi, calamari e cozze, ben sgocciolati per non bagnare la frittella. I peperoncini rossi e verdi, tagliati in sbieco, apportano colore e una lieve piccantezza. Nella cucina coreana si gustano spesso anche ripieni e fritti, come nel gochu twigim.

Il minari, croccante e aromatico, è essenziale nella versione di Dongnae.

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Sul versante dolce, gli hotteoks sono le frittelle ripiene alla cannella tipiche dello street food coreano

Quanto alle salse, il pajeon classico si serve con una salsa di soia e aceto. La versione di Dongnae preferisce il chojang, acidulo e leggermente piccante. La sua pastella, a base di farine di riso glutinoso e non glutinoso, ha una consistenza chaljin, elastica e appiccicosa, che ritroviamo nei gyeongdan. Il brodo di acciughe e dasima insaporisce la pastella dall’interno, richiamando le note iodate del jjamppong.

Authentique Pajeon - En-tete

Autentici pajeon – Frittelle coreane ai cipollotti

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Preparazione: 35 minuti
Cottura: 10 minuti
Tempo totale: 45 minuti
Piatto: Contorno, Portata principale
Cucina: Coreana
Servings: 4
Author: Marc Winer

Ingredienti

Frutti di mare

  • 100 g di polpa di cozze peso al netto dei gusci
  • 70 g di polpa di vongole peso al netto dei gusci
  • 70 g di ostriche

Acqua salata per il risciacquo

  • 600 g di acqua
  • 2 g di sale

Condimento dei frutti di mare

  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 pizzico di pepe

Farcitura

  • 200 g di cipollotti
  • 15 g di peperoncino verde circa 1 peperoncino
  • 10 g di peperoncino rosso circa 2/3 di peperoncino

Pastella

  • 95 g di farina di frumento
  • 30 g di farina di riso non glutinosa
  • 1 g di sale circa 1/4 di cucchiaino
  • 200 g di acqua
  • 1 uovo leggermente sbattuto

Cottura

  • 85 g di olio vegetale

Salsa di soia all’aceto

Istruzioni

Preparare i frutti di mare

  • Mescolate l’acqua con il sale, fino a ottenere un’acqua leggermente salata.
    600 g di acqua, 2 g di sale
  • Lavate delicatamente in quest’acqua le cozze, le vongole e le ostriche, smuovendole con cura per non rovinarle, poi scolatele in uno scolapasta.
    100 g di polpa di cozze, 70 g di polpa di vongole, 70 g di ostriche
    Authentique Pajeon - Pour les fruits de mer : Mélanger l’eau et le sel pour obtenir une eau légèrement salée. Y laver délicatement les moules, les palourdes et les huîtres, en les remuant doucement pour ne pas les abîmer. Égoutter dans une passoire, couper en morceaux d’environ 1 cm, assaisonner avec le sel et le poivre, puis laisser mariner environ 10 minutes.
  • Tagliate i frutti di mare a pezzetti di circa 1 cm.
  • Conditeli con sale e pepe, quindi lasciateli marinare per circa 10 minuti.
    1 cucchiaino di sale, 1 pizzico di pepe

Preparare le verdure

  • Mondate i cipollotti, lavateli con cura e tagliateli in pezzi di circa 10 cm.
    200 g di cipollotti
    Authentique Pajeon - Préparer les légumes : Parer les ciboules, les laver soigneusement, puis les couper en tronçons d’environ 10 cm. Couper le piment vert et le piment rouge en biais, en morceaux d’environ 2 cm de long et 3 mm d’épaisseur.
  • Tagliate il peperoncino verde e quello rosso in diagonale, ricavando pezzi lunghi circa 2 cm e spessi 3 mm.
    15 g di peperoncino verde, 10 g di peperoncino rosso

Preparare la pastella

  • In una ciotola, mescolate la farina di frumento, la farina di riso, il sale e l’acqua fino a ottenere una pastella liscia e omogenea.
    95 g di farina di frumento, 30 g di farina di riso non glutinosa, 1 g di sale, 200 g di acqua
    Authentique Pajeon - Pour la pâte : Dans un saladier, mélanger la farine de blé, la farine de riz, le sel et l’eau jusqu’à obtenir une pâte homogène. Battre l’œuf dans un bol séparé.
  • Sbattete l’uovo in una ciotolina a parte.
    1 uovo

Preparare la salsa

  • Mescolate la salsa di soia, l’aceto di riso, l’acqua e i pinoli tritati finemente. Tenete da parte fino al momento di servire.
    1 cucchiaio di salsa di soia leggera, 1 cucchiaio di aceto di riso, 1 cucchiaio di acqua, 1 cucchiaino di pinoli

Cottura

  • Scaldate una padella a fuoco medio, quindi aggiungete l’olio vegetale.
    85 g di olio vegetale
  • Versate un primo strato di pastella nella padella, formando un disco di circa 10 cm di diametro e 8 mm di spessore.
    Authentique Pajeon - Pour la cuisson : Faire chauffer une poêle à feu moyen, puis ajouter l’huile végétale. Verser une première couche de pâte afin de former un disque d’environ 10 cm de diamètre et 8 mm d’épaisseur. Disposer les ciboules sur la pâte, puis répartir les fruits de mer par-dessus. Ajouter les morceaux de piment vert et rouge. Verser environ 30 g de pâte supplémentaire sur la garniture et l’étaler délicatement pour lier l’ensemble. Ajouter enfin l’œuf battu par-dessus. Cuire environ 5 minutes à feu moyen, jusqu’à ce que le dessous soit bien pris et légèrement doré. Retourner la crêpe, couvrir la poêle, puis poursuivre la cuisson environ 3 minutes.
  • Disponete i cipollotti sulla pastella, poi distribuitevi sopra i frutti di mare. Aggiungete infine i pezzi di peperoncino verde e rosso.
  • Versate circa 30 g di pastella in più sulla farcitura e stendetela delicatamente, così da compattare il tutto.
  • Aggiungete infine l’uovo sbattuto in superficie.
  • Cuocete per circa 5 minuti a fuoco medio, finché la base non sarà ben rappresa e leggermente dorata.
  • Girate la frittella, coprite la padella e proseguite la cottura per altri 3 minuti circa.
  • Servite ben caldo con la salsa di soia all’aceto.
    Authentique Pajeon - Servir chaud, accompagné de la sauce soja vinaigrée.

Note

  • Non mescolate i frutti di mare troppo energicamente durante il risciacquo, per evitare di rovinarli.
  • Per una consistenza ideale, mantenete la padella a fuoco medio così da dorare bene la frittella senza bruciarla.
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