Ajoblanco malagueño - En-tete

Autentico ajoblanco – Gazpacho bianco

Una zuppa fredda andalusa vellutatissima a base di mandorle, aglio e olio d’oliva, insaporita con aceto e servita ben fresca con chicchi d’uva.

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Ad agosto, a Málaga, l’appetito si spegne prima di mezzogiorno. Un bicchiere di ajoblanco ghiacciato lo riaccende in un sorso: bianco come il latte, due o tre chicchi d’uva moscato sul fondo, un filo d’olio d’oliva in superficie.

L’aglio arriva deciso, la mandorla prende il sopravvento con la sua dolcezza cremosa e l’aceto di Jerez chiude il boccone. La si crede troppo semplice per essere buona, fino alla prima cucchiaiata.

Gazpacho andaluso
L’altra zuppa fredda dell’Andalusia, questa volta al pomodoro: il gazpacho andaluso

Che cos’è l’ajoblanco malagueño?

È una zuppa fredda di mandorle crude pelate e pane bianco del giorno prima, frullati con aglio e poi montati con olio extravergine d’oliva. L’aceto di Jerez dà l’acidità, l’acqua freddissima la consistenza, i chicchi d’uva moscato la guarnizione.

La montatura con l’olio segue il principio della maionese: versato a filo sottile, l’emulsione regge; versato tutto in una volta, si separa. Non è un gazpacho, nonostante il paese e la temperatura di servizio: non ci sono né pomodoro né peperone, e la cremosità viene dalle mandorle, dal pane e dall’olio.

Il nome racconta la ricetta: ajo per l’aglio, blanco per il colore, malagueño per Málaga, sulla costa meridionale dell’Andalusia. I quattro ingredienti di base si conservano tutti fuori dal frigorifero, il che spiega perché la si prepari dove fa troppo caldo per cucinare.

Tortilla spagnola
Per proseguire, una tortilla spagnola ancora cremosa al centro

Là dove crescono i mandorli di Málaga

Málaga vive di mandorle e olio d’oliva, e l’ajoblanco è fatto di entrambi. Con questo clima, le zuppe fredde sono prima di tutto una soluzione pratica: niente da cuocere, niente da riscaldare e ingredienti da dispensa che resistono al caldo.

La scelta dei prodotti fa il resto. Le mandorle Marcona, corte e ricche di grassi, danno una consistenza più cremosa rispetto alle comuni mandorle da tavola. L’olio extravergine d’oliva della regione dà corpo e aiuta l’emulsione a formarsi. Quanto all’uva moscato, cresce a pochi chilometri dai mandorli.

A Málaga, l’aglio si dosa con parsimonia. Due spicchi per quattro persone bastano: uno solo dà una versione delicata, tre una versione intensa. Molte ricette ne mettono tre o quattro e sovrastano la mandorla. L’aglio crudo acquista anche intensità durante il riposo al freddo, quindi è meglio tenersi bassi.

Gli ingredienti principali dell’ajoblanco

Ajoblanco malagueño - Ingredienti

Duecento grammi di mandorle crude pelate costituiscono la base: la cremosità e la dolcezza vengono da lì. Cento grammi di pane bianco del giorno prima, privato del tutto o quasi della crosta, addensano la zuppa dopo essere stati ammollati e strizzati a mano, e smussano l’acidità dell’aceto senza rendere la consistenza pastosa. L’acqua freddissima regola tutto il resto: 500 ml per una crema da mangiare al cucchiaio, 700 ml per una zuppa da bere al bicchiere.

Il condimento si riassume in tre righe: due spicchi d’aglio, 150 ml di olio extravergine d’oliva, 3 cucchiai di aceto di Jerez.

L’olio si versa a filo sottile sul composto di mandorle mentre il frullatore è in funzione, mai tutto in una volta. L’aceto di Jerez è più rotondo e meno aggressivo di un comune aceto di vino bianco: con quest’ultimo, bisogna ridurre la dose. Il sale si regola due volte, dopo aver frullato e poi dopo il riposo al freddo, perché il freddo attenua i sapori.

Patatas bravas
E per l’aperitivo che segue, delle patatas bravas belle piccanti

La guarnizione si compone di tre elementi: chicchi d’uva moscato di Málaga o d’uva bianca senza semi, un ultimo filo d’olio extravergine d’oliva, qualche mandorla a lamelle tostata. I chicchi d’uva ben freddi bilanciano la componente grassa e l’aglio, e questo contrasto caratterizza il piatto tanto quanto la base.

Segni di autenticità ed errori da evitare

Un buon ajoblanco è bianco opaco, mai grigiastro, e vela il cucchiaio senza addensarsi come una crema. Se si è separato, l’olio è stato versato troppo in fretta.

Se pizzica, è per via dell’aglio, la cui intensità continua ad aumentare durante il riposo al freddo. Si conserva per due giorni in frigorifero in un contenitore chiuso, non di più, e il congelamento rompe l’emulsione.

Ajoblanco malagueño - En-tete

Autentico Ajoblanco – Gazpacho bianco

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Preparazione: 20 minuti
Cottura: 2 minuti
Riposo in frigorifero: 30 minuti
Tempo totale: 52 minuti
Piatto: Piatto principale
Cucina: Espagnole
Porzioni: 4

Ingredienti

  • 200 g di mandorle crude pelate preferibilmente Marcona
  • 100 g di pane bianco del giorno prima senza crosta o con poca crosta
  • 2 spicchi d’aglio
  • 150 ml di olio extravergine d’oliva preferibilmente di Málaga
  • 3 cucchiai di aceto di Sherry o aceto di vino bianco di qualità
  • 500-700 ml di acqua molto fredda secondo la consistenza desiderata
  • sale da regolare a piacere

Guarnizione

  • uva moscato di Málaga o uva bianca senza semi
  • 1 filo di olio extravergine d’oliva
  • mandorle a lamelle tostate facoltative

Istruzioni

Ammollare il pane

  • Tagliare il pane a pezzi.
    100 g di pane bianco del giorno prima
    Ajoblanco malagueño - Couper le pain en morceaux.
  • Immergere il pane nell’acqua fredda per 10 minuti.
    500-700 ml di acqua molto fredda
    Ajoblanco malagueño - Le plonger dans l'eau froide 10 minutes.
  • Scolare strizzando con le mani, poi tenere da parte.

Sbollentare le mandorle (se necessario)

  • Se le mandorle hanno ancora la pellicina, sbollentarle per 2 minuti e pelarle ancora calde (se sono già pelate, saltare questo passaggio).
    200 g di mandorle crude pelate

Frullare la base

  • Frullare le mandorle e l’aglio alla massima velocità fino a ottenere una pasta finissima.
    2 spicchi d’aglio
    Ajoblanco malagueño - Mixer les amandes et l'ail à vitesse maximale, jusqu'à obtenir une pâte très fine.
  • Aggiungere il pane scolato e frullare di nuovo.
    Ajoblanco malagueño - Mixer de nouveau.

Emulsionare

  • Frullare a velocità media, poi incorporare l’olio d’oliva a filo sottile e costante (come per una maionese) per non rompere l’emulsione.
    150 ml di olio extravergine d’oliva
    Ajoblanco malagueño - Incorporer l'huile en filet fin et régulier, comme pour une mayonnaise ; versée d'un coup, elle casse l'émulsion.

Aceto, sale e acqua

  • Aggiungere l’aceto e il sale. Frullare, assaggiare e regolare il condimento.
    3 cucchiai di aceto di Sherry, sale
    Ajoblanco malagueño - Ajouter le vinaigre et le sel.
  • Incorporare gradualmente l’acqua molto fredda frullando fino a ottenere la consistenza desiderata.
    Ajoblanco malagueño - Incorporer l'eau très froide en mixant, jusqu'à la texture voulue.

Filtrare e raffreddare

  • Passare al colino cinese o a un colino a maglie fini, premendo con un cucchiaio (facoltativo ma consigliato).
  • Mettere in frigorifero per almeno 30 minuti prima di servire.

Servizio

  • Servire molto freddo in una ciotola o in un bicchiere, aggiungere un filo d’olio d’oliva e qualche acino d’uva (ed eventualmente delle mandorle a lamelle tostate).
    1 filo di olio extravergine d’oliva, uva moscato di Málaga, mandorle a lamelle tostate
    Ajoblanco malagueño - Ajouter un filet d'huile d'olive vierge extra et quelques raisins muscat.

Note

Sull’aglio: a Málaga se ne usa meno: 2 spicchi per 4 persone (1 per una versione delicata, 3 per una versione più intensa).
Sull’aceto: l’aceto di Sherry è più rotondo e meno aggressivo; con un aceto di vino bianco « da tavola », usarne un po’ meno.
Conservazione: 2 giorni in frigorifero in un contenitore ben chiuso (al 3° giorno, l’aglio crudo diventa predominante). Si sconsiglia il congelamento perché l’emulsione si rompe; se la zuppa è stata congelata, frullarla di nuovo con un po’ d’acqua fredda prima di servire.
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