Gâteau japonais moelleux sur une assiette, avec une part découpée et légèrement séparée du reste.

Cheesecake giapponese autentico

Un cheesecake giapponese leggerissimo e scioglievole, cotto a bagnomaria per ottenere un interno soffice e una superficie splendidamente dorata.

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Sotto una cupola dorata che ondeggia al minimo tocco, l’interno fuwa-fuwa conquista per la sua incredibile leggerezza. Al taglio, il dolce sprigiona note di uovo e latte; al palato, la dolcezza resta misurata e il formaggio rimane delicato.

Generalmente più leggero e meno dolce di un dessert americano come il cheesecake newyorkese, si distingue anche per l’assenza della base di biscotti e per una consistenza meno ricca. Insomma, è una vera delizia e non vedevo l’ora di condividere con voi la ricetta!

biscotti
E se non avete ancora provato la ricetta dei cookies di mia mamma americana, questo è il momento giusto!

Che cos’è il cheesecake giapponese?

In Giappone si chiama sufure chīzukēki: un dolce al formaggio in stile soufflé che rientra tra gli yōgashi, dolci di ispirazione occidentale reinterpretati con più leggerezza, meno zucchero e una particolare attenzione alla consistenza.

All’estero viene spesso chiamato “cotton cheesecake” o “jiggly cheesecake”, in riferimento alla sua consistenza leggera e al caratteristico tremolio. Non è una torta densa a più strati, ma un soufflé alle uova profumato al formaggio, come altri dessert asiatici in cui la texture ha un ruolo centrale.

pancake giapponesi in una padella nera
Chi non lo conosce spesso lo confonde con i fluffy pancake giapponesi

Il suo equilibrio si basa su tre elementi: l’emulsione di base, la meringa e la cottura. Si prepara innanzitutto una base tiepida con formaggio spalmabile, burro e latte intero, a cui si aggiungono i tuorli e gli amidi. Gli albumi, montati a neve morbida o semi-ferma, vengono poi incorporati delicatamente per non perdere aria. Nella versione soufflé autentica non c’è base di biscotti.

La cottura avviene quasi sempre a bagnomaria e in due fasi. Una temperatura più alta fissa prima la superficie e favorisce lo sviluppo in forno, poi una temperatura più bassa cuoce il cuore senza provocare crepe. Il raffreddamento deve essere graduale, nel forno spento e con lo sportello socchiuso, per limitare il cedimento.

Al palato si ritrova un interno morbido ed elastico, con note di uovo ben presenti, un formaggio discreto e una dolcezza moderata. È quindi un dessert definito soprattutto dalla consistenza e da un sapore lattico equilibrato.

Origini del cheesecake giapponese

La storia comincia già nell’era Meiji, quando il Giappone si apre ai dolci occidentali. Dopo la guerra, l’uso del formaggio spalmabile e di altri formaggi freschi si diffonde poco a poco in alcune preparazioni della pasticceria giapponese. La diffusione dei frigoriferi domestici negli anni Cinquanta facilita la conservazione dei latticini e accompagna la progressiva adozione di latte e formaggio nelle case. Nonostante questi cambiamenti, un cheesecake davvero “alla giapponese” emerge con chiarezza solo alla fine degli anni Sessanta.

Nel maggio 1969, Tomotaro Kuzuno, presidente di Morozoff a Kobe, scopre un Käsekuchen durante un viaggio d’affari a Berlino, in Germania. All’epoca la città è ancora divisa. Questo dolce al quark, arricchito con albumi montati e caratterizzato da un interno leggero, contrasta nettamente con la compattezza del cheesecake newyorkese.

Rientrato in Giappone, cerca di proporne un adattamento locale: meno ricco di formaggio, meno dolce e sostenuto da una meringa stabile. Sceglie anche un formaggio spalmabile danese per ottenere un gusto più delicato e meno acidulo. Nel 1969 Morozoff mette così a punto il dolce che diventerà il suo “Denmark Cream Cheese Cake”, prima di lanciarlo ufficialmente: un soufflé al formaggio in cui la meringa diventa il principale elemento strutturante.

La sua diffusione segue le dinamiche culturali dell’inizio degli anni Settanta, sulla scia dell’Expo ’70 di Osaka, e beneficia anche della visibilità di riviste come AnAn e Non-no. Negli anni Ottanta passa dallo status di specialità da grandi magazzini a quello di prodotto comune, venduto nelle panetterie, nelle pasticcerie e poi nei konbini. Oggi, due insegne servono spesso da termini di paragone. Fondata a Osaka nel 1984, Uncle Rikuro lo cuoce e lo serve caldo, marchia ogni cupola a fuoco e aggiunge uvetta sul fondo; l’interno lascia emergere note di uovo molto marcate. A Hakata, nella città di Fukuoka, Uncle Tetsu, fondato nel 1990 prima di espandersi all’estero, propone una versione senza uvetta, spesso considerata leggermente più densa e più dolce, abbastanza stabile per il trasporto pur restando tremolante. Queste differenze mostrano bene come ogni ingrediente sia pensato in funzione dell’aerazione e della struttura, proprio come in altri classici della cucina giapponese.

melon pan giapponese
Un altro classico della pasticceria giapponese: il melon pan, croccante fuori e morbido dentro

Ingredienti principali del cheesecake giapponese

Cheesecake giapponese - ingredienti

Formaggio spalmabile. Costituisce la base dell’emulsione e dona il caratteristico sapore di latte. I panetti compatti sono preferibili alle versioni montate in vaschetta, che spesso contengono più acqua e stabilizzanti. Nelle ricette tradizionali se ne usano in genere 140-250 g per uno stampo da 18-20 cm, così da mantenere una consistenza leggera.

Burro non salato. Ne bastano circa 40-60 g: arricchisce l’impasto e aiuta ad ammorbidire l’interno, limitando in parte lo sviluppo del glutine.

Latte intero. Circa 60-100 g servono a rendere più fluida l’emulsione. Sostituire il latte con panna fresca può appesantire il composto, rendere più delicata l’incorporazione e aumentare il rischio di separazione in cottura.

Uova separate. I tuorli, emulsionanti naturali, legano la parte grassa all’acqua. Gli albumi, montati a neve morbida o semi-ferma, intrappolano l’aria e assicurano lo sviluppo in forno. Per una torta da 18 cm, 5-6 uova grandi danno il carattere soufflé desiderato.

Zucchero semolato fine. Circa 100-140 g, da incorporare in più riprese. Lo zucchero trattiene l’umidità e stabilizza la meringa aumentando la viscosità. La grana fine si scioglie rapidamente, senza costringere a montare troppo a lungo.

Acidificante. Un pizzico di cremor tartaro o qualche goccia di succo di limone aiutano spesso a stabilizzare la meringa, abbassando leggermente il pH degli albumi e rendendo la struttura più elastica e più resistente al calore.

Farina debole per dolci (7-9 % di proteine) e amido di mais. Circa 50-60 g di farina, a cui si aggiungono 15-20 g di amido di mais. Insieme formano una struttura leggera, limitano l’effetto del glutine e assorbono l’umidità in eccesso, per ottenere un interno fine e non acquoso.

Variante regionale (facoltativa). L’uvetta disposta sul fondo, firma di Rikuro a Osaka, aggiunge un contrasto morbido, leggermente fruttato e agrodolce, senza appesantire il dolce. Questa libertà regionale si ritrova anche in altri dolci giapponesi, dai dorayaki ai mochi.

Gâteau japonais moelleux sur une assiette, avec une part découpée et légèrement séparée du reste.

Autentica cheesecake giapponese

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4.91/5 (11)
Preparazione: 35 minuti
Cottura: 2 ore 5 minuti
Tempo totale: 2 ore 40 minuti
Piatto: Dolce
Cucina: Giapponese
Servings: 8
Author: Marc Winer

Ingredienti

  • 200 g di formaggio spalmabile
  • 30 g di burro non salato
  • 50 ml di latte
  • 3 tuorli
  • 30 g di farina povera di glutine
  • 10 g di amido di mais o farina di riso
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • 3 albumi ben freddi
  • 60 g di zucchero semolato

Istruzioni

Prima di iniziare

  • Imburrate uno stampo rotondo da 15 cm con fondo amovibile (usando un po’ di burro in più), foderate il fondo con carta da forno lasciandola sporgere di circa 3 cm, quindi avvolgete l’esterno del fondo con un doppio strato di carta alluminio per evitare che entri acqua.
    Cheesecake japonais - Beurrer le moule
  • Setacciate insieme la farina e l’amido di mais, preriscaldate il forno a 160 °C (friggitrice ad aria 140 °C) e portate a bollore dell’acqua per il bagnomaria.
    30 g di farina, 10 g di amido di mais
    Cheesecake japonais - Tamiser ensemble la farine

Preparazione

  • Mettete il formaggio spalmabile, il burro e il latte in una ciotola resistente al calore, quindi scaldate a bagnomaria (oppure al microonde a 600 W per 1 min-1 min 30 sec) e mescolate fino a ottenere una crema perfettamente liscia.
    200 g di formaggio spalmabile, 30 g di burro, 50 ml di latte
    Cheesecake japonais - Préparer la base au fromage
  • Aggiungete i tuorli uno alla volta, mescolando dopo ogni aggiunta, poi unite il succo di limone. Incorporate quindi le polveri setacciate e sbattete fino a eliminare tutti i grumi (facoltativo: passate il composto al setaccio per una consistenza ancora più vellutata).
    3 tuorli, 1 cucchiaino di succo di limone
    Cheesecake japonais - Incorporer les jaunes et les poudres
  • Montate gli albumi con le fruste elettriche aggiungendo lo zucchero in 3 volte, poi fermatevi quando si formano picchi morbidi, non troppo fermi (la punta deve ricadere come un becco d’uccello).
    3 albumi, 60 g di zucchero
    Cheesecake japonais - Monter la meringue
  • Aggiungete 1/3 della meringa al composto al formaggio e mescolate energicamente con la frusta per ammorbidirlo, poi incorporate il resto in 2 volte con una spatola, sollevando delicatamente dal fondo senza smontare il composto.
    Cheesecake japonais - Assembler
  • Cuocete a bagnomaria: 20 min a 160 °C (friggitrice ad aria 140 °C), poi abbassate a 140 °C (friggitrice ad aria 120 °C) e proseguite la cottura per altri 40-50 min. Coprite con carta alluminio se la superficie scurisce troppo in fretta. La cheesecake è cotta quando la superficie è dorata e uno stecchino esce senza impasto appiccicoso.
  • Spegnete il forno e lasciate il dolce all’interno, con lo sportello socchiuso, per circa 15 min. Sfornate, lasciate intiepidire, quindi riponete in frigorifero nello stampo per almeno mezza giornata (meglio ancora più a lungo) prima di sformare.

Note

  • Non montate la meringa a neve troppo ferma: potrebbe favorire la formazione di crepe durante la cottura.
  • Un raffreddamento graduale in forno (con lo sportello socchiuso) aiuta a limitare l’afflosciamento.
  • Stampo consigliato: rotondo da 15 cm con fondo amovibile, ben protetto con carta alluminio per la cottura a bagnomaria.
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