Una limpida zuppa giapponese autunnale, un dashi cristallino al profumo di matsutake.
Il vapore si leva da una ciotola laccata con coperchio e porta con sé tutto l’autunno: aghi di pino, spezie calde, terra umida. Sotto il coperchio, il brodo resta trasparente, appena dorato.

Un solo fungo basta a profumare l’intera zuppa. Si solleva il coperchio e l’aroma sale di colpo, ancora prima del primo sorso. Tutto, in questa ciotola, ruota attorno a questo profumo fugace, da cogliere al momento giusto.
Che cos’è il suimono ?
Il suimono appartiene al washoku, il cuore della cucina giapponese. È una zuppa limpida che rinfresca il palato, all’opposto degli shiru più ricchi e delle zuppe di miso.
Il suo nome dice già tutto: suimono significa «ciò che si sorseggia». La base è l’ichiban dashi, la prima estrazione di kombu e katsuobushi. Il kombu rilascia glutammato, le scaglie di bonito inosinato: insieme amplificano l’umami ben oltre ciò che ciascuno saprebbe dare da solo.
Il condimento resta essenziale: usukuchi shoyu per salare senza scurire il brodo, un po’ di sale fino, sakè giapponese per dare profondità e un tocco di mirin per arrotondare il tutto.

La salsa di soia scura è esclusa: scurirebbe il brodo. Il matsutake cuoce appena due o tre minuti, a leggerissimo fremito, per non disperdere il suo profumo. Come tocco finale, il mitsuba aggiunge una nota verde, mentre la scorza di yuzu o di sudachi regala un accento agrumato.

Mille anni di prestigio autunnale
In Giappone, il matsutake gode di un prestigio autunnale da oltre mille anni. Il suo profumo compare già nel Man’yōshū dell’VIII secolo, dove i funghi di montagna annunciano l’arrivo dell’autunno. Raro e difficile da raccogliere, si è presto legato alle tavole aristocratiche, tanto più prezioso perché il suo aroma è fugace.
Già in epoca Edo, il brodo che lo accompagnava seguiva regole precise. Il Ryōri Amime Chōmishō, pubblicato nel 1730, distingueva il suimono dagli shiru più sostanziosi e insisteva su una ciotola limpida, equilibrata, costruita intorno al dashi.

Nel kaiseki, questa zuppa limpida accompagna il sakè e lascia esprimere lo shun, il momento ideale di un ingrediente stagionale. Alcuni racconti parlano di matsutake trasportati in palanchino per preservarne il bouquet, oppure tanto desiderati da Toyotomi Hideyoshi. Tutti ribadiscono la stessa lezione: conta il profumo, il resto si ritira in secondo piano.
Ingredienti principali del matsutake suimono

Tutto comincia dal dashi. Un’acqua poco mineralizzata aiuta kombu e bonito a sprigionare sapori puliti senza intorbidire il brodo. Il kombu, alga essiccata, apporta glutammato e profondità. Il katsuobushi, scaglie di bonito essiccato, aggiunge inosinato, che rafforza l’umami mantenendo il brodo leggero.
Il matsutake è il protagonista assoluto. Sceglilo preferibilmente con il cappello quasi chiuso, segno di freschezza e intensità aromatica: è lui a regalare le note di pino, cannella e sottobosco.
Il condimento lo accompagna senza mai sovrastarlo: usukuchi shoyu per sapidità e precisione, sale marino fino per regolare, sakè per dare profondità, mirin per una dolcezza discreta e una leggera lucentezza.
I tocchi finali fanno il resto. Il mitsuba offre una freschezza erbacea, a metà tra sedano e prezzemolo, mentre una sottile striscia di scorza di yuzu o di sudachi aggiunge un accento agrumato da dosare con mano leggera.

A seconda dei gusti, puoi aggiungere tofu setoso per una nota più morbida, kamaboko per un accento marino oppure temari fu, che dona colore e consistenza assorbendo il brodo. Fai infine attenzione all’origine: i funghi selvatici possono facilmente essere confusi, e il matsutake deve provenire da fornitori certificati oppure essere identificato da un micologo, mai raccolto con leggerezza.

Ingredienti
- 1 piccolo matsutake oppure 1 grosso fungo shiitake
- 0.5 blocchetto di tofu
- 0.25 mazzetto di mitsuba
- 400 ml di dashi preferibilmente un ichiban-dashi chiaro (kombu + katsuobushi), altrimenti dashi in polvere
- 1.5 cucchiai di sakè
- 1.5 cucchiaini di mirin
- 0.5 cucchiaino di sale
- 1.5 cucchiaini di salsa di soia giapponese (per esempio Kikkoman)
Istruzioni
Preparazione
- Sagomate a punta l’estremità dura del gambo del matsutake, quindi strofinatelo con un panno umido ben strizzato (non lavatelo sotto l’acqua corrente).1 piccolo matsutake

- Separate il gambo dal cappello, affettate finemente il gambo e tagliate il cappello in quarti.

- Tagliate il tofu a piccoli cubi.0.5 blocchetto di tofu

- Eliminate le radici del mitsuba e tagliatelo in pezzi di circa 2 cm.0.25 mazzetto di mitsuba

Cottura
- Versate il dashi in una casseruola a fuoco vivace e portatelo a ebollizione.400 ml di dashi

- Abbassate a fuoco medio e aggiungete il tofu, il matsutake, il sakè, il mirin, il sale e la salsa di soia.1.5 cucchiai di sakè, 1.5 cucchiaini di mirin, 0.5 cucchiaino di sale, 1.5 cucchiaini di salsa di soia

- Lasciate sobbollire per circa 2 minuti, giusto il tempo di scaldare bene il tofu e profumare il brodo.

- Aggiungete il mitsuba, spegnete il fuoco, distribuite nelle ciotole e servite subito.
