{"id":87746,"title":"Mitarashi dango giapponesi autentici","modified":"2025-09-28T13:58:15+02:00","plain":"I mitarashi dango, piccole perle di dolcezza giapponese a cui \u00e8 impossibile resistere\n\n\n\nCon il ritorno dei primi raggi di sole, per i giapponesi non c\u2019\u00e8 spuntino pi\u00f9 amato: queste morbide polpettine di riso, avvolte da una glassa alla salsa di soia dolce, stupiscono per la loro consistenza soffice e per il loro gusto equilibrato. Un modo perfetto per dare il benvenuto alla primavera\u2026 iniziando dalla tavola!\n\n\n\nCosa sono i mitarashi dango?\n\n\n\nChi li ha gi\u00e0 visti o, meglio ancora, assaggiati lo sa bene: quando sono preparati a regola d\u2019arte, i mitarashi dango (\u307f\u305f\u3089\u3057\u56e3\u5b50) conquistano al primo morso, soprattutto ora che le temperature iniziano a salire. Non a caso figurano accanto a dorayaki, mango sticky rice e hotteoks tra i dessert asiatici pi\u00f9 amati e conosciuti al mondo.\n\n\n\nNel vasto universo dei dumpling, i mitarashi dango sono uno snack conviviale e alla mano. Nella cucina tradizionale giapponese si presentano come piccole sfere di riso dolce infilzate su spiedini di bamb\u00f9 e nappate con una glassa agrodolce a base di salsa di soia. Ogni spiedino conta in genere da tre a cinque palline, anche se la versione pi\u00f9 comune ne prevede cinque.\n\n\n\nL\u2019impasto utilizza gli stessi ingredienti dei mochi\n\n\n\nAll\u2019inizio la presenza della salsa di soia pu\u00f2 intimidire, ma fidatevi: il suo gusto si integra perfettamente. Ogni morso \u00e8 morbido, scioglievole e mai eccessivamente dolce. E il bello \u00e8 che i dango sono sorprendentemente facili da riprodurre in casa.\n\n\n\nQuali sono le origini dei mitarashi dango?\n\n\n\nIl dango \u00e8 amato in Giappone da secoli: la sua prima citazione compare in una poesia del periodo Heian (794-1185). Gi\u00e0 nel periodo J\u014dmon si preparavano polpette con riso bollente e noci pestate, che in epoche successive furono infilzate su spiedini. Era un cibo immancabile durante diverse cerimonie.\n\n\n\nIl nome \u00abmitarashi dango\u00bb sarebbe legato al Mitarashi Matsuri, il festival del santuario Shimogamo di Kyoto.\n\n\n\nCuriosit\u00e0: \u00abMitarashi\u00bb designa la vasca per le abluzioni rituali posta all\u2019ingresso di alcuni templi. In occasione delle festivit\u00e0, i fedeli offrivano proprio questi \u00abdango\u00bb alle divinit\u00e0.\n\n\n\nSe il caldo \u00e8 davvero insopportabile, puntate invece sui mochi gelati\n\n\n\nIn origine il dango si preparava soltanto con farina di riso e acqua. Si realizzavano una decina di spiedini di bamb\u00f9, ciascuno con cinque polpettine disposte a ventaglio.\n\n\n\nMa perch\u00e9 proprio cinque? Non c\u2019\u00e8 una risposta definitiva. Secondo una leggenda, durante il periodo Kamakura l\u2019imperatore Go-Daigo avrebbe visto formarsi quattro bolle sulla superficie dello stagno Mitarashi, da cui si prelevava l\u2019acqua sacra, ispirando cos\u00ec la forma a cinque sfere. Un\u2019altra teoria sostiene che gli spiedini rappresentassero simbolicamente il corpo umano.\n\n\n\nLa prima pallina, leggermente pi\u00f9 grande, simboleggerebbe la testa, mentre le altre raffigurerebbero arti e busto. Di sicuro, quando i venditori ambulanti di Kyoto iniziarono a proporre questi spiedini come snack, la popolarit\u00e0 dei dango esplose.\n\n\n\nNon a caso, i dango fanno spesso da contorno agli eventi culturali giapponesi. Oggi la ricetta si \u00e8 evoluta: c\u2019\u00e8 chi li glassa con zucchero caramellato o salsa di soia e li profuma con ingredienti come t\u00e8 verde o fiori di sakura.\n\n\n\nIngredienti chiave per i mitarashi dango\n\n\n\n\n\n\n\nJoshinko: farina ottenuta da riso giapponese a chicco corto, impiegata di frequente in pasticceria.\n\n\n\nShiratamako: altra farina, ricavata da riso glutinoso, indispensabile ad esempio per i mochi. Le due farine non sono intercambiabili e conferiscono consistenze diverse.\n\n\n\nSalsa di soia light: pi\u00f9 fluida e meno salata di quella scura, \u00e8 perfetta per glassare i mitarashi dango grazie al gusto delicato e leggermente dolce.\n\n\n\nMirin: dolce e ricco di umami, si sposa alla perfezione con la salsa di soia light.\n\n\n\nConsigli per mitarashi dango impeccabili\n\n\n\nI dorayaki sono un altro dessert giapponese amatissimo\n\n\n\nCome avrete notato, la ricetta prevede farine piuttosto specifiche. Poich\u00e9 non tutte reagiscono allo stesso modo, aggiungete l\u2019acqua poco per volta, finch\u00e9 l\u2019impasto risulter\u00e0 compatto ma non friabile.\n\n\n\nPotrebbe perfino non servire tutta l\u2019acqua indicata. Se l\u2019impasto dovesse risultare troppo morbido, le palline perderanno la forma in cottura.\n\n\n\nUn ultimo suggerimento: serviteli subito. I mitarashi dango danno il meglio di s\u00e9 quando le polpettine sono ancora soffici e la glassa alla soia \u00e8 calda.\n\n\n\nSe li lasciate raffreddare troppo, i dango si induriscono e risultano decisamente meno piacevoli.\n\n\n\n\n\n\tMitarashi dango giapponesi autentici\n\t\t\n\t\tI mitarashi dango: piccole delizie giapponesi a cui \u00e8 impossibile resistere\t\n\t\n\t\t\t\n\t\n\t\tPer le polpette100 g di joshinko (farina di riso giapponese)100 g di shiratamako (farina di riso glutinoso)150 ml di acqua bollentePer la glassa di soia dolce4 cucchiai di zucchero2 cucchiai di mirin2 cucchiai di salsa di soia leggera150 ml di acqua2 cucchiai di fecola di patate\t\n\t\n\t\tMetti gli spiedini di bamb\u00f9 a bagno in acquaIn una ciotola mescola joshinko e shiratamakoAggiungi l'acqua bollente poco per voltaQuando la miscela comincia a compattarsi e a formare grumi, smetti di versare acqua e impasta fino a ottenere una pasta liscia.Forma una palla di impasto, quindi dividila in porzioni uguali (tante quante polpette vuoi ottenere)Arrotonda ogni porzione formando una pallina liscia.Prepara una ciotola di acqua ghiacciata.Cuoci le palline in una capiente pentola di acqua in ebollizione; falle scivolare delicatamente e mescola di tanto in tanto con le bacchette perch\u00e9 mantengano la forma.Quando vengono a galla, lasciale cuocere ancora due minuti, poi scolale e immergile subito nell\u2019acqua ghiacciata.Quando si saranno raffreddate, scolale e disponile su un vassoio leggermente inumidito per evitare che si attacchino.Infila tre palline su ciascuno spiedino.Per la glassaIn un pentolino a freddo mescola zucchero, mirin, salsa di soia, acqua e fecola.Mescola fino a ottenere una miscela liscia.Porta su fiamma dolce e, mescolando senza sosta, lascia addensare; quindi togli dal fuoco.Per servireVersa la glassa sulle polpette e servi subito.\t\n\t\n\t\tTi consiglio di servire i mitarashi dango non appena pronti: sono migliori quando le palline sono ancora morbide e la glassa di soia \u00e8 calda.\nSe li lasci riposare troppo, i dango si induriscono e risultano meno piacevoli da gustare.\n\t\n\t\n\t\tDolceGiapponeseSauce soja light\t\n\n\n\n\n\nFonti gastronomiche\n\n\n\nRicetta adattata dal blog anglofono \u00abJust One Cookbook\u00bb: gi\u00e0 perfetta al primo tentativo, senza quasi bisogno di modifiche. Ho provato ad addensare la glassa con il kuzu (in pieno spirito ultratradizionale, considerando che la patata non \u00e8 originaria del Giappone), ma la differenza rispetto alla fecola di patate \u00e8 minima. Se lo avete in dispensa, usatelo pure; diversamente, non vale la pena procurarselo apposta.","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87746","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87746"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87746\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87980,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87746\/revisions\/87980"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87746"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87746"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87746"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}