{"id":45903,"title":"I funghi shimeji, che cosa sono?","modified":"2025-07-12T23:02:36+02:00","plain":"I funghi Shimeji sono una variet\u00e0 asiatica dal morso croccante e dal delicato retrogusto di nocciola. In natura crescono sui tronchi di faggio caduti, da cui il soprannome funghi del faggio, e sono un ingrediente immancabile nella cucina giapponese\n\n\n\nChe cosa sono i funghi Shimeji?\n\n\n\nI funghi Shimeji appartengono alla specie commestibile Hypsizygus tessellatus, originaria dell\u2019Asia orientale e oggi coltivata anche in Nord America, Europa e Australia, dove sono noti come funghi del faggio.\n\n\n\nPresentano piccoli cappelli arrotondati e lunghi gambi sottili che spuntano da una base comune. In natura compaiono di frequente sui tronchi di faggi morti o in decomposizione, da cui il nome, ma anche su pioppi e olmi.\n\n\n\n\n\n\n\nNe esistono diversi tipi, ma i piu comuni sono lo shimeji bianco, noto anche come fungo del faggio bianco, fungo a conchiglia bianco o bunapi-shimeji, e lo shimeji marrone, chiamato anche faggio marrone, clamshell marrone o buna-shimeji. I loro colori richiamano quelli dei classici champignon bianchi e dei cremini marroni.\n\n\n\nI funghi Shimeji offrono un morso croccante e un intenso sapore umami con note di nocciola, grazie all\u2019elevata concentrazione di glutammati naturali, gli stessi presenti in alimenti come parmigiano e acciughe.\n\n\n\nIn coltivazione commerciale vengono fatti crescere su un substrato di cereali, segatura e altro materiale organico, mentre in natura si sviluppano su alberi decidui caduti.\n\n\n\nChe sapore hanno i funghi Shimeji? \n\n\n\nCrudi risultano coriacei e amarognoli, ma la cottura li rende teneri e ne attenua l\u2019amaro. Si gustano spesso in piatti saltati nel wok, zuppe o come guarnizione per carni arrosto e selvaggina.\n\n\n\nLa variante marrone ha un gusto leggermente piu marcato, quella bianca e piu delicata, ma entrambe sprigionano un ricco aroma fungino.\n\n\n\nSono ingredienti abituali in hot-pot, piatti di riso o noodles e tempura, oltre che in omelette, stufati e salse. Per esempio si integrano perfettamente in una ricetta di zuppa di miso\n\n\n\n\n\n\n\nCucinare con i funghi Shimeji\n\n\n\nPer cucinarli eliminate innanzitutto la base del grappolo, poi separate i gambi cosi da ottenere una cottura uniforme.\n\n\n\nSia le cotture rapide ad alta temperatura sia quelle lente a calore dolce si adattano bene a questi funghi, che reagiscono altrettanto bene al calore umido quanto a quello secco.\n\n\n\nDopo averli mondati, immergeteli in acqua fredda, sciacquateli e lasciate che eventuali impurita si depositino sul fondo. Scolateli in un colino e, se serve, ripetete il risciacquo con acqua pulita: a quel punto saranno pronti all\u2019uso.\n\n\n\nLa maggior parte dei funghi non corre il rischio di cuocere troppo: semplicemente perde acqua e si riduce di volume.\n\n\n\nGli Shimeji fanno eccezione: la loro caratteristica croccantezza puo scomparire se restano sul fuoco piu del dovuto.\n\n\n\nCuociono in pochi minuti; assaggiateli dopo 3-4 minuti di salto in padella per assicurarvi che mantengano la giusta consistenza.\n\n\n\n\n\n\n\nProvateli anche come topping per la pizza, oppure in insalate e omelette: il risultato e sorprendente.\n\n\n\nDove comprare i funghi Shimeji?\n\n\n\nSi trovano nei negozi di specialita alimentari e nelle drogherie asiatiche.\n\n\n\nSono reperibili anche online. Di solito vengono venduti in confezioni di plastica, che rendono difficile valutarne la freschezza: scegliete esemplari asciutti e sodi, evitando quelli vischiosi o cedevoli al tatto.\n\n\n\nCome conservare i funghi Shimeji?\n\n\n\nAlcune confezioni sono avvolte in plastica molto aderente, una scelta poco ideale perche la condensa favorisce il deterioramento. Meglio se la pellicola non e troppo stretta.\n\n\n\nRiponete la confezione integra in frigorifero. Una volta rimossa la plastica, avvolgete i funghi in carta assorbente o metteteli in un sacchetto di carta nel cassetto delle verdure e consumateli entro 5 giorni.","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45903","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45903"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45903\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45916,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45903\/revisions\/45916"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45903"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45903"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/marcwiner.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45903"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}